Drone in volo contro il cielo aperto visto dalla posizione del pilota
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Nozioni di base 5 settembre 2026 · 8 min di lettura

Basi del drone: cosa sapere prima di volare

Categorie di volo, classi da C0 a C6, VLOS, zone geografiche e obblighi del pilota. Il glossario che rende comprensibili tutte le altre regole sui droni.

Prima di volare devi avere chiare cinque cose: in quale categoria di volo stai operando, che classe ha il tuo drone, cosa significa VLOS, dove si trovano le zone geografiche e quali obblighi ricadono su di te come pilota. Questi termini tornano in ogni norma, in ogni domanda d’esame e in ogni guida, quindi senza di loro il resto risulta illeggibile.

Questo articolo non ti insegna a pilotare. Spiega cosa vogliono dire davvero le parole che trovi nelle regole. La normativa sui droni nell’Unione Europea è stabilita da EASA, l’Agenzia dell’Unione Europea per la sicurezza aerea, ed è comune a tutti gli Stati membri. L’autorità aeronautica nazionale, in Italia ENAC, aggiunge le proprie zone, le procedure di comunicazione e talvolta un obbligo assicurativo, quindi verifica sempre i dettagli a livello locale.

Le tre categorie di volo: aperta, specifica, certificata

Le regole EASA dividono ogni volo con drone in tre categorie in base al rischio, non in base al fatto che tu voli per diletto o per lavoro.

La categoria aperta copre le operazioni a basso rischio e comprende in pratica tutto il volo ricreativo più una fetta consistente del lavoro professionale. Non richiede autorizzazioni, ma solo la registrazione dell’operatore e una prova di competenza. Il drone deve pesare meno di 25 chilogrammi, restare a vista, non superare i 120 metri dal suolo, non sorvolare mai assembramenti di persone e non trasportare carichi da sganciare.

La categoria specifica inizia dove finisce quella aperta: voli fuori dal campo visivo, sopra i 120 metri, sopra le persone o con attrezzature più pesanti. Richiede un’autorizzazione dell’autorità aeronautica oppure l’operazione secondo uno scenario standard già predisposto, preceduta da una valutazione del rischio.

La categoria certificata riguarda le operazioni a rischio più elevato, come il trasporto di persone o di merci pericolose, e assomiglia all’aviazione con equipaggio. Non riguarda in alcun modo chi inizia.

Le sottocategorie A1, A2 e A3 dentro la categoria aperta

La categoria aperta si divide in tre sottocategorie, e la differenza tra loro si riduce a una domanda: quanto vicino alle persone puoi volare.

A1 è il volo in prossimità delle persone. Puoi sorvolare singole persone non coinvolte, anche se non deliberatamente e mai stazionando sopra di loro, e mai gli assembramenti. Si applica ai droni di classe C0 e C1.

A2 è il volo a distanza di sicurezza dalle persone, cioè di norma 30 metri in orizzontale, oppure 5 metri con la modalità a bassa velocità attivata. Si applica ai droni di classe C2 e richiede l’attestato di competenza A2, che si ottiene sostenendo un esame presso un ente riconosciuto.

A3 è il volo lontano dalle persone, in aree dove non metti a rischio persone non coinvolte, mantenendo almeno 150 metri da zone residenziali, commerciali, industriali e ricreative. Si applica ai droni C3, C4 e ai modelli più pesanti privi di etichetta di classe.

La tua sottocategoria deriva dalla combinazione tra classe del drone e tue abilitazioni. Un attestato da solo non sposta un drone pesante in A1, e un drone leggero non ti obbliga a stare in A3.

Le classi da C0 a C6: cosa significano

La classe CE è un’etichetta applicata dal produttore che descrive le caratteristiche tecniche del drone rilevanti per la sicurezza. La trovi sulla fusoliera e nella documentazione.

C0 comprende i droni con massa al decollo sotto i 250 grammi e velocità limitata a 19 metri al secondo. Il regime più leggero, sottocategoria A1.

C1 comprende i droni sotto i 900 grammi che soddisfano requisiti di energia d’impatto e dispongono di Remote ID e geo-awareness. Anche questi in A1, ma con requisiti aggiuntivi.

C2 comprende i droni sotto i 4 chilogrammi dotati di modalità a bassa velocità. Sottocategoria A2, una volta superato il relativo esame.

C3 e C4 comprendono droni sotto i 25 chilogrammi, dove la C4 raccoglie i modelli privi di modalità di controllo automatico, pensati per l’aeromodellismo tradizionale. Entrambe volano in A3.

C5 e C6 non appartengono affatto alla categoria aperta. Sono classi della categoria specifica, usate all’interno degli scenari standard. La C5 è tipicamente un drone C3 con un kit di conversione, la C6 è attrezzatura per operazioni a velocità maggiore e raggio più esteso.

I droni acquistati prima dell’introduzione del sistema di classi non hanno etichetta e ricadono in regole di transizione basate solo sulla massa.

VLOS, BVLOS ed EVLOS

VLOS sta per Visual Line of Sight, cioè volo a vista del pilota. Significa che vedi il drone a occhio nudo per tutta la durata del volo e riesci a valutarne posizione e contesto abbastanza bene da evitare una collisione.

Le parole chiave sono occhio nudo. L’immagine della fotocamera sullo schermo del radiocomando non è VLOS, perché non mostra cosa succede accanto al drone. Gli occhiali da vista vanno benissimo, il binocolo serve solo per un controllo occasionale, mai per condurre il volo. In pratica il VLOS finisce molto prima di quanto suggerisca la portata radio: un drone piccolo sparisce alla vista dopo qualche centinaio di metri mentre il collegamento funziona ancora.

BVLOS, Beyond Visual Line of Sight, è il volo fuori dal campo visivo. Richiede sempre la categoria specifica e un’autorizzazione, e non rientra mai nella categoria aperta.

EVLOS è il volo a vista esteso tramite osservatori che tengono d’occhio il drone e restano in contatto con il pilota. Anche questo rientra nella categoria specifica.

Le zone geografiche

Una zona geografica è un’area in cui il volo dei droni è vietato, limitato o subordinato a un’autorizzazione. Gli Stati le definiscono autonomamente e le pubblicano su app e mappe ufficiali.

Le zone tipiche riguardano i dintorni di aeroporti ed elisuperfici, le aree militari, i parchi nazionali e le riserve, lo spazio attorno alle infrastrutture critiche come centrali elettriche e impianti chimici, gli istituti penitenziari e gli edifici governativi. Nelle città sono frequenti limiti di quota o l’obbligo di comunicare il volo.

Le zone si dividono in permanenti e temporanee. Una zona temporanea può comparire per poche ore a causa di un evento pubblico, di un’operazione di soccorso o di una visita di Stato. Per questo la mappa si controlla prima di ogni volo, non una volta a stagione.

Molti droni integrano funzioni di geo-awareness che avvisano della zona o bloccano il decollo. Consideralo un supporto, non la fonte di verità: il database di bordo può essere superato e la responsabilità della verifica resta tua.

Gli obblighi di base del pilota

Qualunque sia la categoria e la classe, in categoria aperta valgono sempre alcune regole.

Mantieni il drone a vista per tutto il volo. Non superare i 120 metri dal suolo, misurati dal punto più vicino della superficie e non dal punto di decollo. Non sorvolare mai assembramenti di persone. Non trasportare merci pericolose e non sganciare nulla dal drone. Dai la precedenza agli aeromobili con equipaggio: se vedi un aereo o un elicottero, scendi subito e atterra.

A questi si aggiungono gli obblighi formali: registrazione come operatore, numero di operatore esposto sul drone, prova di competenza valida, Remote ID attivo dove il drone ne dispone e verifica delle zone prima del decollo. Sei inoltre responsabile della privacy di chiunque possa finire nell’inquadratura e dei danni provocati dal drone.

Poi c’è il buon senso che le norme non possono scrivere: non si vola dopo aver bevuto, non si vola in condizioni oltre le capacità della propria attrezzatura e non si staziona senza motivo sopra la proprietà altrui.

Domande frequenti

Serve un’abilitazione per volare con un drone per hobby?

Sì. In categoria aperta serve una prova di competenza sia che tu voli per piacere sia che tu voli a pagamento, perché le regole EASA classificano i voli in base al rischio e non allo scopo. L’unico alleggerimento riguarda i droni C0 più leggeri, sotto i 250 grammi, in sottocategoria A1, dove i requisiti sono minimi, anche se la registrazione come operatore resta necessaria per un drone con fotocamera. Verifica i dettagli con ENAC.

Che differenza c’è tra categoria aperta e categoria specifica?

La categoria aperta è il volo a basso rischio senza autorizzazione, entro limiti rigidi: fino a 25 chilogrammi, a vista, fino a 120 metri, mai sopra assembramenti. La categoria specifica inizia quando superi anche uno solo di questi limiti e richiede un’autorizzazione dell’autorità aeronautica o l’operazione secondo uno scenario standard, preceduta da una valutazione del rischio. Praticamente tutto il volo ricreativo rientra nella categoria aperta.

Il limite dei 120 metri si misura dal mio punto di decollo?

No. Il limite di 120 metri si misura dal punto più vicino della superficie terrestre, non da dove sei decollato. Volando oltre un pendio in discesa la tua altezza dal terreno cresce anche se il valore in telemetria resta lo stesso. In prossimità di un ostacolo più alto di 105 metri puoi salire fino a 15 metri sopra la sua sommità, con il consenso di chi gestisce la struttura.

Cos’è il Remote ID e mi riguarda?

Il Remote ID è un sistema di identificazione a distanza che trasmette in tempo reale il numero di operatore, la posizione del drone e la posizione del pilota, così le autorità possono stabilire chi sta volando. L’obbligo riguarda le classi C1, C2, C3, C5 e C6, mentre la C0 ne è esente. Se il tuo drone supporta il Remote ID, devi inserire il numero di operatore nelle impostazioni e non puoi disattivare la funzione.

Il prossimo passo

Torna a questo elenco ogni volta che in un altro articolo o in una domanda d’esame compare una sigla che non conosci. Il passo logico successivo è capire in quale sottocategoria ricade il tuo drone e poi scorrere la checklist delle formalità prima del primo volo. Le guide e il trainer di dronexamine ti fanno attraversare tutti questi concetti in forma di domanda d’esame, il che li fissa in memoria più in fretta della sola lettura. Per le regole nazionali vincolanti, verifica sempre le fonti ufficiali di ENAC, perché i dettagli variano da Paese a Paese.

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