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Cos'e il Remote ID del drone: guida per l'Italia 2026

Il Remote ID e la targa elettronica del drone: trasmette identita e posizione durante il volo. Ecco cos'e, quando serve e come rispettarlo in Italia.

Redakcja dronexamine
Drone in volo che trasmette il proprio identificativo elettronico Remote ID

Il Remote ID è l’identificazione remota del drone, una sorta di targa elettronica che trasmette durante il volo dati come l’identità dell’operatore e la posizione del drone. Serve a rendere i droni riconoscibili a distanza dalle autorità e dagli altri utenti dello spazio aereo.

Introdotto dal quadro europeo che accompagna il Regolamento 2019/947, il Remote ID è ormai una funzione standard su molti droni classificati. Capire cos’è e quando ti riguarda è essenziale per volare in regola in Italia. In questa guida, aggiornata al 2026, vediamo come funziona, quali droni lo richiedono e come rispettare l’obbligo. Per i requisiti tecnici precisi del tuo modello e gli obblighi aggiornati, fai sempre riferimento a ENAC e al produttore.

Che cos’è esattamente il Remote ID?

Il Remote ID è un sistema che fa trasmettere al drone, durante il volo, un insieme di informazioni identificative in tempo reale. È l’equivalente di una targa che, invece di essere fisica, viene diffusa via segnale radio e leggibile a distanza.

Tra i dati tipicamente trasmessi ci sono l’identificativo dell’operatore o del drone, la posizione del drone e spesso quella del punto di decollo o del pilota. L’obiettivo è la sicurezza e la responsabilità: se un drone vola dove non dovrebbe, deve essere possibile risalire a chi lo sta operando.

Esistono in generale due approcci all’identificazione remota:

  • Diretta: il drone trasmette localmente i dati via segnale radio, leggibili nelle vicinanze
  • In rete: i dati transitano attraverso un sistema di rete, secondo le implementazioni previste

L’identificazione remota diretta è quella più comunemente integrata nei droni di classe recente. Le modalità esatte e i dati trasmessi dipendono dalla classe del drone e dall’implementazione, quindi verifica le specifiche dal produttore.

Quali droni devono avere il Remote ID?

L’obbligo di identificazione remota riguarda in genere i droni delle classi con requisito integrato e le operazioni in cui la normativa lo prevede, mentre alcuni droni molto leggeri o giocattolo possono esserne esclusi. Il fattore chiave è la classe CE del drone e il contesto operativo.

Molti droni classificati recenti hanno l’identificazione remota integrata di fabbrica, quindi rispetti l’obbligo semplicemente usando il drone come previsto. Per i droni privi di questa funzione ma soggetti all’obbligo, esistono in alcuni casi soluzioni aggiuntive, ma la loro applicabilità dipende dalle regole vigenti.

Il legame con le classi è diretto: la classe CE, assegnata dal produttore, determina anche i requisiti tecnici come l’identificazione remota. Per capire a quale classe appartiene il tuo drone e cosa comporta, la guida di dronexamine alle classi C0-C6 spiega la corrispondenza tra classe, sottocategoria e requisiti. Per sapere con certezza se il tuo drone e la tua operazione rientrano nell’obbligo, verifica le indicazioni aggiornate di ENAC.

Che rapporto c’è tra Remote ID e registrazione operatore?

Il Remote ID e la registrazione come operatore sono collegati: l’identificativo che il drone trasmette è legato alla registrazione dell’operatore su D-Flight. In pratica, la targa elettronica ha senso perché rimanda a un operatore registrato e identificabile.

Quando ti registri come operatore ottieni un numero identificativo che, nei droni con identificazione remota, viene associato alle trasmissioni. Questo chiude il cerchio della responsabilità: un drone in volo trasmette un identificativo che riporta a te come operatore registrato. Senza registrazione, il sistema di identificazione non avrebbe un riferimento valido.

Ecco perché registrazione e Remote ID vanno considerati insieme. Prima di volare devi essere registrato come operatore, e il tuo identificativo va inserito e configurato secondo le indicazioni. La guida di dronexamine alla registrazione operatore su D-Flight spiega il processo passo per passo, che è il presupposto per un’identificazione remota corretta. Per le modalità precise di associazione, verifica dal produttore e da D-Flight.

Come si rispetta l’obbligo di Remote ID?

Rispetti l’obbligo usando un drone conforme con identificazione remota funzionante, associata alla tua registrazione di operatore, e mantenendo la funzione attiva durante il volo quando richiesta. Nella maggior parte dei casi con droni classificati recenti è una questione di corretta configurazione iniziale.

I passaggi pratici sono in genere questi:

  1. Registrati come operatore su D-Flight e ottieni il tuo identificativo
  2. Verifica che il drone sia conforme, con identificazione remota integrata o soluzione ammessa
  3. Configura l’identificativo nel drone o nell’app secondo le istruzioni
  4. Mantieni la funzione attiva durante il volo quando la normativa lo richiede

Non disattivare l’identificazione remota per aggirare i controlli: significherebbe volare fuori regola. La funzione è pensata per la sicurezza collettiva dello spazio aereo, non è un semplice adempimento burocratico. Se hai dubbi sulla configurazione del tuo modello, consulta il manuale del produttore, e per gli obblighi applicabili verifica sempre ENAC.

Perché il Remote ID è importante per la sicurezza?

Il Remote ID è importante perché rende i droni riconoscibili e responsabilizza gli operatori, contribuendo a proteggere spazi sensibili come aeroporti, aree affollate e zone vietate. È uno degli strumenti che permettono la convivenza sicura tra droni e altre attività.

Rendere ogni drone identificabile a distanza scoraggia gli usi impropri e facilita l’intervento delle autorità quando qualcosa non va. Se un drone entra in una zona vietata, poter risalire all’operatore è decisivo per la sicurezza e per la responsabilità individuale. In questo senso, il Remote ID lavora insieme alle zone geografiche e alle regole operative.

Per il pilota corretto, l’identificazione remota non è un ostacolo ma una tutela: dimostra che stai volando in regola e ti distingue da chi opera fuori dalle norme. Combinare Remote ID, registrazione, rispetto delle zone geografiche e attestati adeguati è ciò che rende il tuo volo pienamente conforme. Per prepararti a conoscere tutte queste regole in vista degli esami, le guide e il trainer di dronexamine coprono i temi delle prove ENAC. Le zone geografiche in cui il Remote ID conta di più sono approfondite nella guida dedicata di dronexamine.

Domande frequenti

Il mio drone ha già il Remote ID?

Molti droni classificati recenti hanno l’identificazione remota integrata di fabbrica. Per esserne certo, controlla le specifiche del modello nel manuale o sulla scheda prodotto e verifica la classe CE del drone. Se il tuo drone è privo della funzione ma soggetto all’obbligo, verifica presso ENAC quali soluzioni sono ammesse per la tua situazione.

Il Remote ID sostituisce la registrazione come operatore?

No, sono cose distinte ma collegate. La registrazione come operatore ti assegna un identificativo, mentre il Remote ID è la funzione che fa trasmettere al drone quell’identificativo e la posizione durante il volo. Devi essere registrato come operatore perché l’identificazione remota abbia un riferimento valido. Sono complementari, non alternativi.

Posso disattivare il Remote ID durante il volo?

No, quando la normativa richiede l’identificazione remota devi mantenerla attiva. Disattivarla per non essere riconosciuto significa volare fuori regola. La funzione serve alla sicurezza dello spazio aereo e alla responsabilità dell’operatore. Se riscontri problemi tecnici, consulta il produttore, ma non usare la disattivazione come modo per aggirare i controlli.

Il Remote ID trasmette la mia posizione esatta?

Il sistema trasmette dati come l’identificativo e la posizione del drone, e in molti casi anche quella del punto di decollo o del pilota. I dati esatti trasmessi dipendono dalla classe del drone e dall’implementazione. Per sapere con precisione quali informazioni diffonde il tuo modello, verifica dalle specifiche del produttore.

Il prossimo passo

Per essere in regola con il Remote ID, verifica prima di tutto la classe del tuo drone e se l’identificazione remota è integrata, poi assicurati di essere registrato come operatore su D-Flight con l’identificativo correttamente associato. Mantieni la funzione attiva durante i voli quando richiesta e non tentare mai di disattivarla per aggirare i controlli. Per completare il quadro normativo, leggi le guide di dronexamine sulla registrazione operatore e sulle zone geografiche, e conferma sempre gli obblighi aggiornati presso ENAC.